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Un design ispirato alla sociologia del vivere e dell abitare lo spazio |
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| L’azienda Gardesa, tra le più affermate nel panorama italiano delle porte blindate ha intrapreso un prezioso percorso dedicato all’innovazione del prodotto secondo le più avanzate frontiere del design e della tecnologia, percorso nato con un’interessante collaborazione con il Poli.design di Milano. Ma una motivazione più profonda sostiene le scelte aziendali ed è quella di uno studio attento sulle esperienze e sulle abitudini di quanti abitano la propria casa e di come essi la intendono, di come desiderano progettarla e costruirla intorno alle proprie esigenze funzionali ed estetiche tenendo conto anche della loro parte emotiva nella quale si incontrano le gioie e le paure, la voglia di condividere gli spazi con gli altri o di “blindarsi” nel proprio guscio. Dinamiche, queste, che coinvolgono necessariamente lo spazio abitativo che diventa scenario dei percorsi evolutivi di ognuno con la porta blindata frontiera del self domestico. Nello spazio di casa pensato, progettato e realizzato non più come contenitore di funzioni o stili patinati ma come espressione materica del proprio modo di essere, la porta d’ingresso ne diventa parte integrante su cui si condensano una serie di richieste prima destinate esclusivamente ai pezzi d’arredo importanti, il divano, il letto, il tavolo. La porta blindata non è più oggetto anonimo presente perché necessario, ma soggetto di uno spazio, l’atrio, sempre più penetrante nelle principali funzioni abitative. Ecco che si troverà a dialogare con il living e con la sala da pranzo e avrà pertanto una propria identità. Le nuove conoscenze della sociologia dell’abitare segnano esteticamente e tecnologicamente l’innovazione del prodotto Gardesa che assume i caratteri di una risposta immediata alle esigenze del singolo, volte a soddisfare l’attenzione al dettaglio e il bisogno di personalizzazione del proprio mondo abitativo.
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