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La nuova porta “Graffiti” progettata da Paolo Rizzato con l’apporto grafico di Italo Lupi è l’opposto della porta “raso muro” che vuole dissimularsi e sparire, anzi, rivendica tutta la sua valenza di protagonista nella scenografia degli ambienti.
L’etimologia della parola “porta” è connessa, nella lingua latina, a quella di “portus”.
Se da un lato quindi il termine “porta” evoca immediatamente l’dea della chiusura, della separazione, della protezione – della privacy si direbbe oggi – dall’altro ha nel suo stesso etimo il significato opposto nel senso originario di entrata, ingresso ma anche di approdo e accoglienza.
Per risolvere i vari problemi strutturali, funzionali e meccanici, l’architetto Rizzato ha lavorato su questa doppia valenza, ponendo una particolare attenzione alla semplicità di posa in opera e alla connotazione formale. I due elementi dialoganti, lo stipite e l’anta, sono di peso equilibrato e fortemente caratterizzati.
Il deciso aggetto dello stipite incornicia plasticamente l’anta chiusa e , quando l’anta è aperta, marca e enfatizza lo spazio di passaggio.
Tecnicamente evoluto, lo stipite del sistema di porte “Graffiti” può variare la sua profondità per adattarsi alle diverse dimensioni della porta; il suo forte aggetto può servire da spalla di sostegno per mensole, agganci, ripiani, boiserie; la sua geometria cava può arredare la porta di accessori di tipo meccanico, elettrico, elettronico… Il tutto arricchisce le tradizionali valenze della porta di nuove e stimolanti prerogative.
L’anta (posizionabile al fino interno, al fino esterno o al centro dello stipite) è decorata a bassorilievo secondo una ricca gamma di disegni che, di volta in volta, potranno accordarsi alle esigenze architettoniche e decorative degli ambienti. I tre decori presentati da Laurameroni Design Collection ad Abitare il Tempo si rifanno alle lettere dell’alfabeto, interpretate dalla creatività dell’architetto Italo Lupi in collaborazione con Maria Del Cinque. |